World Families Forums - About the "Vasi a bocca quadrata" (VBQ)

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Author Topic: About the "Vasi a bocca quadrata" (VBQ)  (Read 495 times)
Maliclavelli
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« on: March 04, 2012, 05:45:41 AM »

Richard Rocca asked in another thread: “Gioiello, do you see these R1b1* through R-L51 as the people of the "Vasi a Bocca Quadrata"?”

Proprio questo elemento portò Radmilli a ipotizzare una filiazione della cultura
di Fiorano dalla LBK europea, interpretazione che oggi viene generalmente
scartata.

 
Le differenze nello sfruttamento delle risorse da parte delle genti
di Fiorano e di quelle della Ceramica Impressa sono probabilmente
legate a una sorta di “impermeabilità” tra queste due culture che
risultano almeno in parte coeve. La recente campagna di analisi
radiometriche promossa da A. Pessina e S. Improta ha infatti messo
in evidenza come alcune datazioni disponibili per la cultura di Fiorano
risultino sovrapporsi o addirittura anticipare quelle della Ceramica
Impressa romagnola e marchigiana: tra le date più alte si
possono citare quelle del pozzetto 2 di Fiorano (5697-5437 a.C. cal.),
quelle di Lugo di Romagna (comprese tra 5594 e 5049 a.C. cal.) e
quelle di Lugo di Grezzana (5520¸5343 a.C. cal.). Per quanto riguarda
la Ceramica Impressa, il sito marchigiano di Maddalena di Muccia
risulta datato tra 5572¸5436 a.C. (cal.), mentre più recenti sono
quello di Ripabianca di Monterado (5272¸4946 a.C. cal.) e di Faenza-
fornace Cappuccini (5289¸5225)226 (page 173).
 
Alla luce degli studi più recenti appare da scartare l’ipotesi di
una genesi alloctona della cultura di Fiorano, in precedenza postulata
da alcuni Autori (tra cui Radmilli). Essa sembra invece essere un
“prodotto tutto italiano e fortemente originale”228 la cui genesi resta
peraltro ignota (page 174).

 
Queste statuette in terracotta mostrano contatti con l’area balcanica, in particolare con le culture di Starčevo e di Köös e, dal Vhò raggiungono
anche alcuni siti della cultura di Fiorano e quello piemontese di
Alba (facies omonima) (page 176).

Dal sito di Travo-Casa Gazza (nell’Appennino piacentino) provengono vasetti a “pipa” che trovano confronti nella sfera del Cardiale provenzale e in quella dei primi Vasi a Bocca Quadrata liguri (page 176)
 

Decorazioni geometriche, zoomorfe e antropomorfe caratterizzano
anche i numerosi “oggetti d’arte” che al Gaban erano ben
diffusi gi・nel Mesolitico (page 180).
 
Alla tradizione mesolitica rimanda anche l’economia, che appare
ancora predominata da attività di tipo predatorio (page 180).
 
Si tratta di un dato molto importante, che consentirebbe di anticipare alla metà
del VI millennio la comparsa dell’agricoltura in Trentino, che un
tempo si riteneva tardiva.
Secondo A. Pedrotti la neolitizzazione del Trentino sarebbe legata
alla penetrazione di piccole comunità già dotate di
un’economia agropastorale che, in forma molto graduale, indussero
l’acculturazione delle genti locali la cui economia e le cui strate-
gie insediative (occupazione dei ripari sottoroccia) erano ancora di
tipo mesolitico232 (pages 180-181)..
 
A poco a poco, tuttavia, si affiancano influssi orientali, promananti dall’area dalmata
(cultura di Danilo), che risulteranno predominanti in seguito, allorché
la cultura di Fiorano entrerà in declino, sostituita dai primi aspetti
della cultura dei Vasi a Bocca Quadrata (page 182)..
 
Si tratta in generale di elementi
che rimandano all’Adriatico orientale e all’area balcanica
e anche la tipologia delle veneri in terracotta si discosta da quelle
del Vhò e di Fiorano. (page 183).
 
Uno dei problemi più dibattuti è quello relativo alle origini di questa
cultura. In virtù dei suoi innegabili contatti con ambiti culturali
europei, la Laviosa Zambotti, di orientamento diffusionista, ipotizzava
una sua derivazione dall’area danubiana della cultura di Tisza.
Nel 1980 B. Bagolini notava come in area padano-alpina non si potesse
osservare un significativo apporto da parte delle precedenti tradizioni culturali del Neolitico antico238. La cultura dei VBQ sembrava
infatti sovrapporsi alle facies precedenti in modo brusco e la
frequente ricorrenza di armi nei corredi funerari lasciava pensare
che la colonizzazione non fosse stata del tutto pacifica.
In anni più recenti lo stesso Autore ha peraltro mostrato di propendere
per un’autoctonia di questa cultura
e, basandosi anche
sui nuovi dati dell’Emilia Romagna (Rivaltella239, Faenza-Fornace
Cappuccini) e del Trentino (Moletta Patone), ha ipotizzato che la
sua formazione sia avvenuta proprio in Italia settentrionale, con diversi
apporti da parte delle tradizioni neolitiche locali240
. Il cambiamento
non sarebbe dunque frutto di invasioni ma, piuttosto, risulterebbe
correlabile anche cronologicamente a una serie di trasformazioni
che si verificano in tutta l’Europa sudorientale (pages 185-6).
 
Gli elementi formativi di questa cultura sono riconoscibili solo in
Liguria, dove i primi Vasi a Bocca Quadrata sono decorati con motivi
graffiti già presenti nelle tarde manifestazioni locali della Ceramica
Impressa
(page 186).
 
Secondo un’ipotesi formulata da Bagolini già nel 1980, è molto
probabile che nell’ambito della cultura dei VBQ si debba collocare
la formazione di un patrimonio di greggi e armenti: questo avrebbe
da un lato contribuito al successo della cultura, favorendone la
mobilità e la capacità di adattamento, dall’altro ne avrebbe stimolato
la bellicosità e avrebbe indotto l’insorgere di gerarchie tribali di
allevatori/pastori-guerrieri, indiziato anche dai corredi funerari
(page 192).
 
Come si  è visto, dopo l’acme raggiunto con la diffusione dello stile
meandro-spiralico, la compagine unitaria della cultura dei VBQ si
sfalda in seguito a una serie di pressioni concomitanti, tra cui predominano
sicuramente quelle di matrice occidentale, legate alla
diffusione della cultura francese di Chassey.
Questi influssi, dopo
aver attraversato le Alpi e la Liguria, si estenderanno sempre più a
oriente, incalzando gli ultimi portatori dei VBQ e dando origine a
una serie di aspetti “misti”. Come si è visto, solo in poche regioni sopravvive
il VBQ3, che si arricchisce di elementi derivanti dal Neolitico
recente transalpino.
Quella di Chassey è una cultura sviluppatasi nel Midi francese nei
primi secoli del V millennio a.C. (cal.) che, verso la metà del millennio,
avanza rapidamente verso est soppiantando i VBQ liguri; di qui
si estende progressivamente all’area padana occidentale (dove
entra in contatto con la cultura della Lagozza) e, quindi, penetra in
Emilia e Veneto emanando i suoi influssi anche nella penisola
(pages 195).
 
Sulle ragioni di tale avanzata e del successo di questa cultura rispetto
a quella in declino dei VBQ sono ancora aperti molti interrogativi.
La spinta al movimento etnico da occidente verso oriente
potrebbe essere stata di natura economica, legata alla volontà di
affermare un controllo sui traffici di pietra verde delle Alpi occidentali
(e, probabilmente, anche su quello dell’ossidiana tirrenica) oltre
che sulle vie fluviali dell’area padana (page 198).

« Last Edit: March 07, 2012, 07:46:57 AM by Maliclavelli » Logged

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« Reply #1 on: March 07, 2012, 07:58:23 AM »

Secondo un’ipotesi formulata da Bagolini già nel 1980, è molto
probabile che nell’ambito della cultura dei VBQ si debba collocare
la formazione di un patrimonio di greggi e armenti: questo avrebbe
da un lato contribuito al successo della cultura, favorendone la
mobilità e la capacità di adattamento, dall’altro ne avrebbe stimolato
la bellicosità e avrebbe indotto l’insorgere di gerarchie tribali di
allevatori/pastori-guerrieri, indiziato anche dai corredi funerari (page 192).

Anyway it is a little bit believable that a community of herders with tribal hierarchy organized with a military nobility has disappeared. We were around the half of the 5th millennium BC, i.e. 6500YBP. I think we should investigate deeper if they migrated to East, forming the first Indo-European community.
They may have found in Central Europe a huge presence of R1a, but we shouldn’t forget that the most ancient R1a-M420 was present around the Alps (see the paper of Irene Pichler et alii), is present in Italy in the conservative Apennine region of Central Italy, and of course in the British Isles and Eastern Europe.

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